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lo studio tecnico a.t. progetta silenziatori a risonanza (reattivi) per tutte le applicazioni industriali, automobilistiche e navali; questi silenziatori sono economici anche dal punto di vista della manutenzione, hanno prestazioni decisamente superiori a quelli tradizionali e consentono a parità di prestazioni ingombri ridottissimi (non a caso vengono utilizzati nel settore automobilistico). Il fatto che possono funzionare anche totalmente privi di materiale fonoassorbente interno, li rende utili in tutte quelle condizioni in cui si è in presenza di temperature di processo elevate, polveri e/o vapori di olio. La sezione di passaggio praticamente priva dei tradizionali setti fonoassorbenti e/o ogive interne fonoassorbenti, li rende funzionali in particolar modo nelle applicazioni fluidodinamiche dove la ridotta perdita di carico prodotta da questi ultimi consente di evitare costosi sovradimensionamenti dell'impianto.
Altro vantaggio offerto dai silenziatori reattivi è quello di essere efficaci fino alle frequenze più basse dello spettro udibile in quanto essi agiscono come dei veri e propri filtri progettati ad hoc., mentre quelli di tipo tradizionale (silenziatori dissipativi) perdono la loro funzionalità alle basse frequenze in quanto il materiale fonoassorbente interno non offre prestazioni sensibili a causa del ridotto spessore utilizzato nel rivestimento interno. Le forme e le dimensioni dei silenziatori di tipo reattivo possono essere le più svariate; infatti lo studio tecnico a.t. progetta i silenziatori tenendo conto sia dell'ingombro a disposizione che dei fattori di forma degli spazi a disposizione per la realizzazione dei silenziatori.
Nella foto sopra il primo silenziatore progettato dallo studio tecnico a.t. nel dicembre 1998; l'ingombro longitudinale a disposizione era di appena mm1000 e la max perdita di carico ammessa era solo di 10mm H2O, completamente realizzato in acciaio, esso presentava un diametro esterno di mm2500 e un diametro interno di circa m1200 (notare la sezione di passaggio completamente libera) ed è stato pensato per ridurre le emissioni sonore di un grande ventilatore assiale (durante la fase iniziale di input dei dati sperimentali necessari per la successiva fase di progettazione preliminare, era stata misurata una pressione sonora max di 114dB(A) distribuita sullo spettro udibile a partire da frequenze di 125Hz) che serviva il forno di una grande industria multinazionale produttrice di bottiglie in vetro;
esso riuscì con successo ad attenuare circa 15dB a partire da 100Hz con un condotto di passaggio di lunghezza max mm850 (di più non era possibile in quanto la presenza di un muro di cemento armato a pochi centimetri dalla sezione di passaggio dell'aria del silenziatore poteva penalizzare fortemente le perdite di carico del sistema di ventilazione del forno stesso. Il più grande silenziatore reattivo progettato dallo studio tecnico a.t. nel 2000 aveva una sezione di dimensioni mm4500x4500 su commessa dell'azienda EVC italia - stabilimento di Ravenna.
Il MARYVIN R-4 (silenziatore reattivo a 4 stadi) è stato progettato in numero due esemplari dallo studio tecnico a.t. per ridurre le emissioni sonore del potente gruppo propulsore diesel MTU 12V 2000 M90 della MTU italia che equipaggiava un prestigioso Yacth (valore circa €15.000.000,00) denominato M/Y 38,5 ROSETTE (lunghezza dello yacth m 38,5). A parità di prestazioni, il MARYVIN R- 4 (foto a destra) concepito per essere funzionale a partire da frequenze di 100Hz (perdita per inserzione di 30dB già a partire da 63Hz), aveva una lunghezza di mm1430 contro i 3000mm di lunghezza dei silenziatori (tipo dissipativo) commerciali in dotazione al propulsore MTU 12V 2000 M90.
I lavori di realizzazione (in Acciaio AISI316) e assemblaggio dei due silenziatori reattivi MARYVIN R-4 sono stati eseguiti presso il cantiere di Kraljevica (Croazia) dove è stata costruita l'intera nave. Nella medesima occasione, lo studio tecnico a.t. ha progettato anche l'insonorizzazione della sala macchine (basti pensare che lo spettro di emissione sonora causato dalle vibrazioni strutturali del basamento dello stesso propulsore e dalla superficie di quest'ultimo aveva picchi di 105dB a partire da frequenze di soli 63Hz) e il rivestimento fonoisolante di tutti i locali attigui a quest'ultima (camere, bagni, etc.).